Biennale 2013

O combatti o scappi (oppure ridi)

Combattiamo o scappiamo. Due reazioni che riassumono il nostro atteggiamento in ambiente sociale.
La logica binaria del buono/cattivo, vero/falso, giusto/sbagliato ci aiuta ad agire, a scegliere se attaccare o fuggire, nelle situazioni quotidiane. Percepiamo un pericolo, proviamo rabbia, subiamo un torto, assistiamo a un’ingiustizia:
I mutamenti fisiologici del nostro corpo ci spingono ad agire in un senso o nell’altro. Si tratta del “sentire” caratteristico delle emozioni, di un’alternanza di attrazione e repulsione che regola il nostro comportamento di animali in lotta per la sopravvivenza. Ma l’uomo è l’unico animale che ride. L’umorismo è un punto di vista alternativo, esterno e distaccato, che complica le cose. La Biennale 2013 s’interroga su questa strana attività che “non serve a niente”, che è senza scopo e senza finalità e, per questo, assomiglia al gioco, all’arte e alla filosofia.
Eppure (o proprio per questo), non si tratta forse di un’attività essenziale e indispensabile per vivere con se stessi e sopravvivere nel rapporto con gli altri?
L’umorismo è per definizione “disimpegnato”: prevede una sospensione delle motivazioni pratiche e ideologiche.
La comicità “engagé”, quella che vuole convincerci di una qualsivoglia verità, non fa ridere.
Ridere vuol dire “anestetizzare il cuore”: distaccarsi dalle pressioni esterne, disinteressarsi delle conseguenze, allontanarsi dalle preoccupazioni.
Il tema del 2013 costringe l’artista a riflettere su se stesso e sul suo ruolo. Il concorso, quindi, pone una domanda paradossale: perché, invece di combattere o di scappare, dovremmo ridere?

 

27a edizione
11 luglio / 6 ottobre 2013
Tolentino. Castello della Rancia

 

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Il 2017 chiama a sé l’arte umoristica nazionale e internazionale nella 29° edizione del concorso della Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte per confrontarsi su un tema declamato e attuale.

La Biennale nel 2017 ha scelto di interrogarsi su una parola d’ordine politicamente dirompente e culturalmente egemone: Onestà! Onestà!

 

 


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