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IL FUTURISMO DALLA TRINCEA AL BAR, la parabola di Fortunato Depero
Data pubblicazione : 29/10/2015

Il 4 novembre l’opera di Fortunato Depero arriva a Palazzo Sangallo di Tolentino. Alle 17.00, in sala Mari, il pubblico sarà trasportato da Evio Hermas Ercoli, direttore artistico di Biumor, in un viaggio nel tempo alla scoperta del disegno futurista nel periodo della Grande guerra, raccontato da video, sonori d’epoca e dall’arte di uno dei suoi più grandi protagonisti. 

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Per l'occasione il museo Miumor esporrà “I pagliaccetti” di Fortunato Depero, tela originale della collezione della Fondazione Carima. Il primo Futurismo si era riproposto di «portare l'Arte nella vita», ma si era limitato  ad esprimersi tramite le arti tradizionali della pittura e della scultura. Dopo il "Futurismo eroico", ovvero quello del nucleo storico dal 1909 al 1915, si afferma il cosiddetto secondo Futurismo.

Proprio cento anni fa, assieme a Balla, Depero scrive un manifesto divenuto poi fondamentale: "Ricostruzione futurista dell'universo" e il Futurismo, a partire da un forte astrattismo gioioso, entra veramente nella vita quotidiana della gente, e lo fa grazie alle arti applicate: la scenografia, gli arredi, la pubblicità, la moda…

Lo spartiacque è rappresentato drammaticamente dagli ultimi mesi del 1915, quando con la trincea si arenano tutti gli entusiasmi artistici di una generazione.

Proprio nel 1915 Depero partecipa a movimenti irredentisti e parte per il fronte. Però si ammala, e viene quindi riformato.

Si conclude così, con la parabola di un giovane interventista, tutta la stagione di Biumor dedicata al centenario della prima guerra mondiale. L’incontro, realizzato in collaborazione con l’Unitre, sarà dedicato proprio alla produzione del più vivace rappresentante del "secondo futurismo", profeta delle "arti applicate" e genio del mondo pubblicitario degli anni Venti. 

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