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FELLINI: SURREALE, POETICO E VISIONARIO - DALLA BIENNALE ALLA DOLCE VITA
Data pubblicazione : 11/10/2019

Il 2020 sarà ricordato come l'anno di Federico Fellini. Ad un secolo dalla sua nascita (era il 20 gennaio del 1920), Popsophia si unirà agli eventi che ne celebreranno il talento assoluto.

Il lungo e significativo tributo partirà già durante Biumor 2019, con la Biennale internazionale dell'Umorismo nell'Arte che è messa a calendario da giovedì 21 a sabato 23 novembre.

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Il 2020 sarà ricordato come l'anno di Federico Fellini. Ad un secolo dalla sua nascita (era il 20 gennaio del 1920), Popsophia si unirà agli eventi che ne celebreranno il talento assoluto.

 

Il lungo e significativo tributo partirà già durante Biumor 2019, con la Biennale internazionale dell'Umorismo nell'Arte che è messa a calendario da giovedì 21 a sabato 23 novembre.

 

Impossibile non fare questo collegamento, perché il rapporto tra il regista riminese e Tolentino è ben saldo nella memoria di tutti. Era proprio il 1991 quando Fellini raggiunse la città per inaugurare la XVI Biennale. E in quell'occasione omaggiò un suo grande amico, Nino Za, al quale era stata dedicata un'antologica.

 

L'ambizione di Popsophia è di partire nello specifico da questo indelebile ricordo, rivivendolo con immagini e video dell'epoca. Così il Politeama, luogo scelto per la prima mostra su Fellini, vedrà anche una selezione di disegni umoristici dedicati al grande maestro, che provengono dal vicino Miumor. Sarà un’ulteriore occasione per ribadire il genio di Fellini disegnatore, che nella fase preparatoria dei suoi film aveva grande attenzione alla grafica.

 

Si intitolerà infatti “Surreale, poetico e visionario – Federico Fellini e la Biennale” la mostra di Biumor 2019, che avrà il compito di affrontare aspetti inediti e reconditi della figura del grande maestro e del legame che il grande regista riminese ebbe con l’umorismo.

Oltre ad esperienze visive, l'esposizione avrà installazioni che si alterneranno con autentici reperti storici, sacralizzati dalla cinematografia.

 

Da questo episodio locale, partirà un percorso che porterà Popsophia la prossima estate ad affrontare il rapporto tra Fellini e le Marche. Terra, definita dallo stesso regista proprio in quel 1991 a Tolentino, come “una delle regioni che più di tante altre merita la definizione di regione italica. Sembra che si sia conservato qualcosa che nelle altre si è perduto o si sta perdendo”.

 

“Sarà con “La Dolce Vita”, di cui ricorrono il prossimo anno i sessanta anni, che la nostra Associazione presenterà ed approfondirà in un grande evento estivo la partecipazione delle Marche alla metafora visionaria dell’arte cinematografica felliniana come sintesi assoluta di realismo e creatività - ha osservato la direttrice artistica di Popsophia Lucrezia Ercoli -. Un festival che prenderà lo spunto da “La Dolce Vita”, per consentire al pubblico dei nostri giorni di fare i conti con quel complesso fenomeno culturale della poetica di Federico Fellini, che ancora oggi incarna il grande enigma del desiderio nel contemporaneo”.

 

Nella foto Federico Fellini in visita alla Biennale nel 1991

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Per il 2019 ha scelto di interrogarsi su un argomento forte, una parola d'ordine politicamente dirompente e culturalmente dominante: "l'odio."

 

 


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