La storia della Biennale internazionale dell'umorismo nell'arte

1961-2013: un itinerario lungo mezzo secolo

Si fa presto a dire Umorismo nell’arte, mentre forse non si considera quanto peso la componente umoristica abbia avuto nello sviluppo globale dell’arte. E si fa presto a dire Caricatura, senza magari pensare che essa è forse la più antica forma di rappresentazione della realtà. A Tolentino (Macerata) c’è un Museo istituito apposta per ricordare tutto ciò, e c’è una manifestazione che periodicamente lo ripropone in termini di attualità. È la Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte, l’entità capace di testimoniare questi aspetti della cultura, non marginali e nemmeno effimeri.

Perché, stando alle parole del grande critico d’arte Federico Zeri, «La vera caricatura, il grande umorismo, nascono dall’intelligenza, dall’eleganza mentale, da una grande sensibilità, dal genio. L’umorismo è una forma essenziale dell’arte, e i grandi Maestri, nelle arti figurative, sono stati spesso anche grandi Umoristi». Un giudizio che egli poi integrava affermando «Il grande merito della città di Tolentino è proprio quello di avere avviato, attraverso la Biennale dell’Umorismo e il Museo della Caricatura un esemplare cammino storico e critico, indirizzato alla conoscenza e alla valorizzazione di questo non trascurabile genere dell’arte italiana e internazionale», perché «nella stessa vita dell’Uomo l’umorismo è qualcosa di decisivo, di fondamentale».

La Biennale dell’Umorismo nell’Arte è una entità che appunto sul sorriso fonda la ragione della propria esistenza  e da anni resta il luogo della storia e della memoria, dove la fantasia dell’individuo si esprime al meglio con creatività, umorismo e libertà.

L’idea sorse nella mente di una personalità estroversa, che a Tolentino faceva il medico ma che coltivava ad alto livello l’hobby del caricaturista: Luigi Mari, che curò la organizzazione e la direzione di questa “prima volta”, svoltasi fra il 10 e il 24 settembre 1961.

A quel debutto parteciparono, con ben 400 opere, 53 artisti, tutti italiani.
Nel 1963, alla seconda edizione, le nazioni in concorso furono 16, e da allora la partecipazione si è sempre più ampliata fino a raggiungere, nel 2007 64 Paesi, con ben 680 artisti e 1471 opere.

La Biennale di Tolentino si propone, attraverso il successo della sua prima edizione, di spronare e invogliare a elevarsi a livello sempre maggiore, con la certezza di sicuro apprezzamento da parte del pubblico e della critica, tanti artisti che, pur possedendo qualità tecniche e doti spirituali in grado notevole, sono costretti a limitarsi , per ovvie ragioni economiche, a profondere tanto prezioso “humor” e tanta abilità soltanto nelle vignette umoristiche dei giornali, che oltre tutto sono di effimera durata, rinunciando a raggiungere quelle mete artistiche cui certamente in un angolo del loro cuore sempre hanno segretamente aspirato.

Scopo non ultimo della Mostra è quello di offrire un piccolo raggio di serenità e un motivo di sorriso a questa povera umanità così tormentata e così smarrita in un mondo sovragitato e oscurato da tante ombre e afflitto da tante preoccupazioni.

Dunque, un crescendo di interesse culturale attorno a una manifestazione che, nata modestamente provinciale, era subito esplosa a livello globale. E che a un certo momento avvertì la necessità di storicizzare sé stessa. Ecco quindi nascere il Museo Internazionale della Caricatura di Tolentino inaugurato il 6 settembre 1970.

La Biennale dell’umorismo nell’Arte nel corso degli anni si è tanto affermata da costituire, per unanime riconoscimento degli artisti, dei critici, della stampa e del vasto pubblico degli intenditori e degli appassionati un avvenimento di alto interesse culturale. È per noi motivo di grande soddisfazione il constatare che ormai, sia in Italia che fuori dai confini della Nazione, questa nostra manifestazione sia considerata la più importante rassegna periodica di Arte umoristica».

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Il 2017 chiama a sé l’arte umoristica nazionale e internazionale nella 29° edizione del concorso della Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte per confrontarsi su un tema declamato e attuale.

La Biennale nel 2017 ha scelto di interrogarsi su una parola d’ordine politicamente dirompente e culturalmente egemone: Onestà! Onestà!

 

 


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